zucca puzzona

no, non è una nuova varietà di zucca…
è semplicemente quel che accade a lasciare che la natura segua il suo corso (senza tenerla d’occhio abbastanza).
ma partiamo dall’inizio…
è da un po’ di tempo che mi piacerebbe occuparmi un po’ di più dell’aspetto della nostra casa. non nel senso di pulizie eccetera, ma piuttosto perché vorrei dedicarmi a creare qualche elemento decorativo, che ricordi anche la natura e la stagione in cui siamo… solo che non sono molto costante per cui di idee ne avrei tante, ma il tempo scarseggia e… sapete come vanno queste cose, no?
ad ogni modo, dato che tempo fa avevo raccolto delle “castagne matte” (o sbiserande, come si chiamano da noi i frutti dell’ippocastano) e delle “palline spinose” molto carine, ho pensato di abbinarle alle zucchette decorative che abbiamo raccolto dall’orto comune per farne un bel cestino decorativo.
composizione di zucche

ero proprio soddisfatta del cestino (perché, diciamocelo: io non ho poi questa gran manualità…)
soddisfazione destinata, ahimè, a durare poco. una sera della settimana scorsa torno a casa dal lavoro e… sento una puzza tremenda che la mattina non c’era. penso a cos’avevo cucinato la sera prima, ma non mi sembra che l’odore possa essere quello. mi guardo intorno alla ricerca di un indizio, ma niente. finché ad un certo punto l’occhio mi cade sotto la mensola in entrata: una bella pozzangherina color marrone. 😯 ripercorro con gli occhi il percorso che deve aver fatto quel liquido marrone e vedo il cestino qui sopra che “nuota” in una brodaglia nauseabonda. aaaaaaargh!!! in pratica la zucca verde (quella più grande) è marcita e tutto il suo liquido pian piano se n’è uscito, lasciando un bel ricordo sulla mensola e colando poi per terra.
voi l’avete mai sentito l’odore di zucca marcia?!?! è vomitevole, davvero. io non ho mai sentito un odore così… bleah! non so neanche come descriverlo… e non potevo nemmeno aprire porte e finestre per troppo tempo perché la sera ormai fa freddino.
insomma, mi sono armata di pazienza (e di mocio), ho pulito tutto. ho buttato le carte che, stando lì vicino al cestino sulla mensola, si erano inzuppate (ovviamente si rovinano solo le carte importanti, mica quelle che puoi tranquillamente buttare… sigh!) ho cosparso la mensola di bicarbonato nella vana speranza che assorbisse un po’ di quell’odore di cui anche il legno si era irrimediabilmente impregnato. e ho messo una ciotolina di bicarbonato con qualche goccia di olio essenziale di lavanda per profumare l’ambiente. la ciotolina se ne sta ancora lì, nei pressi della mensola. il cestino è andato: inutilizzabile. ho buttato tutte le castagne matte e le altre palline con le spine per paura che avessero assorbito l’odore. ho recuperato le zucche decorative che non si erano bagnate, e buttato le altre. poi mi sono messa a cucinare, ma con quell’odore mi nauseava tutto. mi veniva in mente Calimero che con la sua vocina diceva “solo perché sono piccolo e nero. È un’ingiustizia però”. poi mi son fatta una risata: fossero queste le sfighe…! 😀

composizione di zucche

ricordo del “fu” cestino di zucche…

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