uno, nessuno e centomila (cit.)

ho sempre ritenuto di avere una memoria abbastanza buona. solo che è a breve termine. e se questo da una parte vuol dire che riesco ancora ad avere discrete performance nel (mitico) gioco del memory, dall’altra significa che dimentico i libri che ho letto. o i film che ho visto. per dire.
mi piacerebbe, oggi che google dedica il suo doodle al 145° anniversario della nascita di Pirandello, poter dissertare su questo autore con un po’ di cognizione di causa, ma la realtà invece è che ho letto qualche sua opera ai tempi del liceo (e se me lo chiedete probabilmente non ricordo nemmeno esattamente quali), ma ricordo ben poco. quel che ricordo è che le parole scritte sembravano calzarmi a pennello , come un abito che quando lo provi sembra cucito addosso, proprio apposta per te, qui, ora. poi da allora ho cambiato spesso genere di letture, e forse non ci ho neppure più pensato, a Pirandello.
ma oggi per curiosità sono andata a cercare su internet alcune “frasi celebri”. giusto per vedere se mi si riaccendeva una lampadina… e ho pensato che dovrò senz’altro riprendere in mano qualcuno dei suoi scritti. perché ancora oggi ho trovato tra le sue parole la taglia giusta per la mia anima. quell’essere uno, nessuno e centomila che mi sta sradicando il cuore in questo periodo trova riscontro in quei testi. non trova ugualmente pace, ma si consola pensando che forse è così che va per tutti.

Di ciò che posso essere io per me, non solo non potete saper nulla voi, ma nulla neppure io stesso.
Uno, nessuno e centomila

Oh, signore, lei sa bene che la vita è piena d’infinite assurdità, le quali sfacciatamente non han neppure bisogno di parer verosimili; perchè sono vere.
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