e settembre quasi già se ne va

ci sono, eh!?!? non sono scomparsa!
sto solo… prendendomela comoda…
lo sapevo che settembre sarebbe stato un mese tosto, e così è stato (e ancora non è finito!). quindi ho cercato di non farcirlo con ulteriori fonti di stress e di pensare invece un po’ a me stessa.

lo dico piano piano, ma lo dico: sono un po’ più serena.
quest’estate abbiamo preso delle decisioni importanti e ora so qual è la strada, il cammino che mi aspetta, almeno per i prossimi mesi.
ho una fifa vigliacca che succeda qualcosa (e ne potrebbero succedere di cose, ah se potrebbero!) che faccia vacillare questo mio fragile e sudato equilibrio precario.
ma intanto cerco di vivere meglio che posso, con un sorriso un po’ più convinto sulla faccia.

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no car day – agosto 2012

e così siamo tornati, e abbiamo già ripreso i ritmi normali. o quasi…
le vacanze d’agosto mi scaraventano sempre in questo periodo di limbo in cui mi crogiolo ancora un po’ negli ultimi strascichi dell’estate, ma con il pensiero sono già proiettata alla stagione successiva. che per me non è l’autunno. non proprio, insomma. perché a me vedere le giornate che si accorciano vistosamente e sentire l’aria che la sera si fa fresca (solo da stasera, che fino a ieri non se ne parlava!), fa già pensare all’inverno. già mi immagino con una tazza fumante di tisana, un biscotto speziato e il piumone nel letto… non sono mai stata tipa da mezze stagioni io…
eppure oggi ho raccolto ancora un bel po’ di basilico, che ho messo in congelatore per quando vorrò riassaporare un po’ di estate nel sugo di pomodoro, preparato anch’esso qualche settimana fa. proprio oggi ho preparato un cous cous con le verdure raccolte ieri in campagna: melanzane, zucchine, peperoni, qualche carota e un po’ di pomodorini. e non saranno neanche le ultime, credo.
in questo fine settimana abbiamo (anzi mio marito ha) fatto un po’ di pulizia nell’orto. quest’annata è stata un po’ balorda. una primavera strana, con temperature troppo alte all’inizio che poi però sono tornate basse. io ci ho messo del mio sbagliando i tempi di semina delle piantoline… poi un’estate troppo calda e troppo secca, soprattutto per le nostre parti. le piante hanno sofferto e noi non abbiamo avuto il tempo e a volte nemmeno la voglia di curarle un po’ di più. insomma il raccolto dell’orto non è stato un gran che. pazienza. la natura ha i suoi ritmi e ha bisogno di attenzioni. se non gliele abbiamo date è giusto che i risultati siano scarsi… le uniche soddisfazioni le hanno date i piccoli frutti, che essendo per lo più piante infestanti, non hanno più di tanto risentito della nostra noncuranza… quanti lamponi, ribes, mirtilli e more! e quanti purtroppo sono andati marci (soprattutto le more) perché nessuno aveva il tempo di raccoglierle…
a tutto questo pensavo oggi, mentre ciondolavo in casa. una giornata di lentezza e riposo, accompagnati finalmente dalla tanto agognata pioggia. che ha portato anche un po’ di frescura. quella stessa che mi fa intuire che senza neanche accorgermene, tra poco un’altra stagione sarà qui.
sarà un autunno intenso per noi. forse è per questo che mi proietto già al prossimo inverno…

nasco, cresco, vivo, evaporo…

immagino che sarà un post un po’ confusionario… ho tante cose per la testa, anche non collegate l’una all’altra…

sono rimasta a casa dal lavoro per qualche giorno. il corpo e la mente chiedevano di fermarmi.
mi chiedono come sto.
vorrei solo rispondere che il male dentro non si guarisce in quindici giorni. anche se da fuori sembrerà così. tornerò al lavoro con la faccia migliore che ho.
ho passato un po’ di tempo nell’orto quando ho potuto in questi giorni. osservare il ritmo giusto della natura mi affascina molto. per quanto uno si affanni a cercare di intervenire su di Lei, niente accade se non a suo tempo. e se si sbagliano i tempi (ad esempio con le semine, o anche con la raccolta dei frutti) ci si accorge, eccome, dello sbaglio! mi fa un gran bene passare del tempo tra le piante. anche solo nei miei 20 metri quadri di orticello. farebbe del bene a tutti, credo io. eppure stiamo ancora e sempre lì dentro alle nostre scatole di cemento per la maggior parte del tempo. c’è qualcosa che non va in tutto questo. c’è qualcosa di profondamente contronatura, credo io.

il mulino della vita

è un periodo di decisioni importanti. spesso mi capita, in queste situazioni, di desiderare solo di avere già deciso, per non essere più in balia degli sballottamenti e avere finalmente una direzione da seguire. LA direzione.
per fortuna c’è lo Stampatello vicino a me. che con il suo pensiero lineare forse riesce a mantenere la rotta.
quello che ci aspetta sarà un periodo tosto. vorrei solo riuscire ad affrontare con un po’ di serenità e ottimismo le sfide che -sono sicura- ancora ci aspettano. lo devo a me stessa, lo devo allo Stampatello.

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