le nostre ferie d’agosto… a novembre

questo è il post che avrei voluto scrivere durante il ponte appena passato ormai da qualche giorno. un ponte così pigro che ancora me lo trascino dietro nell’occhietto semichiuso la mattina e nel mugugno “amore, ma sei sicuro che anche stamattina dobbiamo andare al lavoro?”
perché non è facile riprendersi dopo quattro giorni di lunghe dormite, pranzi e cene in casa d’altri (non ho praticamente mai toccato le pentole!), tempo per leggere e pasticciare in cucina, cioccolata calda a merenda. con la mente a ringraziare la pioggia e il freddo fuori, perché ci danno la possibilità di viverci la nostra casa in relax.
avete presente quando il corpo vi dice che è ora di staccare la spina? ecco. a noi l’aveva detto ad agosto, ma abbiamo voluto far finta di niente e ci siamo imbarcati in un viaggio tanto bello quanto stancante. e così la stanchezza si è portata avanti finora. lo stampatello, nel suo ruolo di stampatello appunto, a metà di questo long weekend ha dato voce al pensiero che riassume degnamente le giornate trascorse: queste sono state le nostre ferie rilassanti che non abbiamo fatto ad agosto. e non ho potuto che essere completamente d’accordo.
quindi per una volta non mi sono sentita per niente in colpa se dalla lista di cose da fare ho spuntato solo un paio di voci: relax & pasticciare in cucina. ci voleva proprio questo momento per fermarsi, questo tempo per noi e per la nostra casa, i progetti. il futuro ormai prossimo che stiamo vivendo, con tanti pensieri, aspettative, paure. e con tanta speranza nel cuore.
forse, in fin dei conti, sto imparando a vivere un giorno alla volta. guardo alle prossime tappe già programmate della mia vita, e le vedo una alla volta. il tempo sembra scorrere in maniera più adeguata così. senza correre troppo, senza farsi aspettare. ho sempre e ancora una fifa tremenda che qualcosa si incrini, ma cerco di essere positiva e non pensarci, almeno fino a quando non sarà il momento. per ora cerco di vivere questo tempo restituito-alla-sua-dimensione nella maniera migliore. taglio il superfluo, rinuncio a quelle cose che sarebbero troppo per noi in questo momento, a volte inciampo nel garbuglio dei pensieri. ma intanto vivo!
vi lascio con qualche foto delle nostre ferie impegnative -quelle di agosto. la sicilia nei giorni di caronte (o scipione o non ricordo più chi…)

fiori sicilia

nei pressi della riserva di Vendicari: il colore si faceva largo tra le sterpaglie secche

10 cose che invece si dovrebbero fare (prima di partire per un viaggio, più o meno lungo)

  1. controllare che l’attrezzatura necessaria sia in buono stato e sia _effettivamente_ presente in camper
  2. eliminare dal camper le cose inutili (tipo: coperte pesantissime quando andiamo incontro a “Ulisse”…)
  3. dedicare il tempo necessario a preparare le valigie i vestiti e tutto il resto
  4. stampare la lista dei punti sosta camper e ripassare il percorso (che poi lo so che al momento buono qualcuno mi chiederà: ma da qui poi dove ci spostiamo?!?!)
  5. lasciare la casa in condizioni dignitose
  6. depilarsi (!!!)
  7. passare a ritirare i libri prenotati in biblioteca (magari non proprio l’ultimo giorno utile…)
  8. rallentare e cominciare a godersi le vacanze già da casa
  9. passare a salutare il nonno
  10. riconoscere francamente di non essere wonder woman e cominciare a spuntare qualcosa dalla lista: in fin dei conti ho ben 2 giorni a casa dopo il mio rientro (!?!?)

un immenso grazie alla mia mamma, perché se non ci fosse stata lei molti dei punti di questa lista e di quella nel post precedente non esisterebbero nemmeno!

10 cose da non fare a pochi giorni dalla partenza (soprattutto se è in programma un lungo viaggio in camper)

  1. alzarsi tardi la mattina
  2. il dado vegetale
  3. le melanzane sott’olio
  4. un semifreddo alle more*
  5. il sun tea
  6. passare il pomeriggio a fare shopping
  7. bloggare (!)
  8. dedicare solo 45 minuti di orologio a stirare un paio di decine di magliette (con 35°C all’ombra e l’umidità sopra l’80% – ma tanto la nostra sarà una vacanza alternativa, e chi farà caso alle magliette mezze stropicciate?)
  9. attardarsi a guardare le finali alle olimpiadi. ma anche le semifinali, le qualificazioni, eccetera
  10. continuare a inserire punti nella lista delle cose da fare prima di partire (illudendosi di essere wonder woman)

*Serena, non ce l’ho fatta a fare il tuo gelato alle more: avrebbe richiesto troppa… uhm… dedizione!

oh freedom!

sono sempre stata una fan del sabato del villaggio. e facciamo anche del venerdì. ho sempre apprezzato il “giorno prima del grande giorno”, pregustandomi la felicità del domani. poi spesso riesco anche a godermi “la domenica”, mica no. però il sabato venerdì, con tutto il wikkend davanti…
un po’ come stasera, con tutte le ferie davanti. ho appena lasciato alle spalle i lavori chiusi (e anche quelli lasciati in sospeso), e già mi pregusto tutti i giorni liberi. ho guidato incontro al sole, ho aperto le finestre di casa, me ne vado in giro con i piedi scalzi, la cena da preparare e una musica in testa…

Oh Freedom