Diario dell’orto – estate 2013

Ieri sera abbiamo mangiato l’ultimo melone raccolto nell’orticello. 1,7 kg di frutto, purtroppo non molto dolce. D’altronde quest’estate non è stata per niente dedicata all’orto: avevamo ben altro per la testa! 🙂
Ad ogni modo, nonostante la nostra incuria, anche quest’anno abbiamo raccolto parecchi ribes, un po’ di lamponi e mirtilli (prontamente congelati, da usare nelle torte o caldi sopra il gelato). Le more hanno avuto una stagione da dimenticare, ma anche noi non siamo mai andati a raccoglierle, e la pianta probabilmente ha sofferto un po’: ci rifaremo l’anno prossimo.

I pomodori hanno ampiamente soddisfatto il fabbisogno familiare, anzi ho dovuto darne un po’ a mia mamma perché li mettesse insieme a quelli da conserva, così ce li papperemo nei sughini per tutto l’inverno. Purtroppo da qualche settimana sono invasi dalle cimici, comparse molto più tardi di altri anni.

Delle 3 piante di zucchine piantate ne è sopravvissuta risuscitata solo una, che da fine agosto ha cominciato a dare i suoi frutti: dopo diverse estati con un surplus di zucchine, è strano trovarsi ora a settembre ancora con la voglia di mangiarne, ma sono molto soddisfatta.

I peperoni e le melanzane hanno avuto giorni duri (colpa nostra che non li abbiamo mai curati e del caldo secco di giugno e luglio…) Ora anche questi si stanno riprendendo, e se settembre ci regalerà ancora qualche giorno di sole forse matureranno anche gli ultimi ortaggi. Probabilmente griglierò le melanzane (se il piccolo mi lascia il tempo) e le congelerò per qualche pizza invernale, e conserverò in qualche modo i peperoni perché al momento, allattando, non li posso mangiare, altrimenti poi passo la serata a cercare di calmare il mal di pancia del piccolino di casa.

Le piante più rigogliose sono state sicuramente le aromatiche: il timo è diventato gigantesco e sta invadendo il vialetto, salvia e rosmarino sono in salute, l’origano ha continuato a crescere e fiorire e l’erba cipollina ha insaporito diverse frittate e farinate di ceci. Vorrei conservare almeno il timo che è una meraviglia: avete qualche idea che non richieda troppo tempo? Pensavo magari di seccarlo (con l’essiccatoio, che qui il clima non permette altro), ma poi come lo uso? Sale aromatizzato…? Se avete idee fatevi avanti 😉

Tirando le somme, l’orto se l’è cavata discretamente anche senza di noi (o forse dovrei dire NONOSTANTE noi), a dimostrazione che la natura ci supera sempre! Per l’inverno non abbiamo piantato niente: non credo proprio che avremmo il tempo di starci dietro… Inoltre d’inverno il nostro orto non è molto esposto al sole. Per fortuna c’è l’orto dei miei in campagna, con radicchio e cavoli di vari tipi già piantati: contiamo su quelli per la stagione fredda!

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l’orto d’inverno

d’inverno non riesco mai ad andare nell’orto in campagna: lavoro tutto il giorno e quando torno ormai è buio (non che d’estate faccia un gran che: sono sempre i miei genitori a occuparsene… ma ogni tanto riesco a passare di là dopo il lavoro. mi “decomprimo” e respiro un po’ di verde. e se serve dò da bere e raccolgo qualcosa).
i miei genitori però sono influenzati ormai da parecchi giorni per cui ieri e oggi, viste le belle giornate, mi sono offerta di andare a raccogliere qualcosina per loro e per noi. ormai l’orto è agli sgoccioli, ma c’è ancora qualche ortaggio da raccogliere: radicchio, qualche cappuccio viola, delle verzette (piccoline!)… ma il più rigoglioso in questo periodo è il broccolo fiolaro, tipico della zona.
così stamattina ho raccolto il broccolo. pur essendo le 11 passate, il campo era ancora in parte ghiacciato. quand’è così, l’erba scricchiola leggermente sotto i passi, mentre la terra bagnata si attacca alle suole formando uno spesso strato melmoso. ad ogni passo il piede sembra pesare sempre di più… ho raccolto il broccolo e l’ho curato togliendo le foglie esterne e tenendo i fioi e le foglie più tenere. a mano a mano che mi avvicinavo al cuore del broccolo, era sempre più ghiacciato, tanto che le dita cominciavano a perdere sensibilità. ho cercato di fare velocemente, ma è un’operazione che richiede del tempo. arrivata a casa però ho apprezzato il tempo speso prima, perché è bastato lavarlo (con acqua tiepida, così mi sono scaldata le mani ormai gelide), tagliarlo e cucinarlo per qualche minuto con un filo d’olio e un goccio d’acqua et voilà: era già pronto per un gustoso risotto! razione doppia, così è già pronto per domani: sarà bello a pranzo, al lavoro, ripensare a quei brevi momenti di oggi a contatto con la natura, alla terra melmosa, all’erba che scricchiola, alle mani gelate…

che… zuccata!

in famiglia abbiamo “scoperto” la zucca in Sud Africa. i nostri parenti la mangiavano spesso e la zucca al forno, da mangiare con tutta la sua buccia croccante, è stata una delle cose che ci siamo portati a casa da quel viaggio. da lì in poi abbiamo cominciato a tenerla anche nell’orto. che poi…. tenerla è una parola grossa, perché la zucca va un po’ dove vuole, tu la pianti in un posto e poi comincia a camminare. la zucca si prende la sua libertà…

insomma, la settimana scorsa avevamo questa grossa zucca, una delle ultime rimaste. 7 kg e mezzo di zucca che, a dispetto delle dimensioni e dell’aspetto palliduccio, si è rivelata dolce e gustosissima. pur facendo a metà con i miei, ce n’è rimasta un bel po’ da consumare. quindi mi sono ingegnata per cercare di variare  il menù. nel giro di poco più di una settimana ci siamo mangiati:

  • crema di zucca con semi di papavero
  • questo crumble di zucca (senza noci e speck)
  • questi muffin di zucca speziati (ma senza frosting.  inoltre non avevo il tempo e la voglia di fare il purè di zucca, per cui ho semplicemente grattugiato la zucca: sono venuti lo stesso molto buoni e soffici, ne ho anche congelati un po’ da mangiare a colazione)
  • gnocchi di zucca
  • risotto al porro e zucca
  • lasagne alla zucca e radicchio (preparate da mia mamma)
  • … e dato che ne avanzavo ancora qualche pezzettino, l’ho messo dentro al passato di verdura fatto ieri.

a malincuore ho rinunciato a questa profumatissima ricetta perché ormai l’avevo fatta varie volte quest’inverno (è stata una delle preferite da queste parti) e volevo provare qualcosa di diverso.

insomma, ogni tanto controllo se per caso la mia pelle stia assumendo un color arancio, ma per il momento sembra ancora tutto normale 😉