?

Pensieri che vorrebbero volare. Il cuore che scalpita. La ragione che frena.
E pensare che sarebbe bello lasciarci stupire.
Ci butteremo, forse. Riusciremo a essere, ancora una volta, un po’ incoscienti?
Ma quanta gioia doneremmo…
Vola, cuore mio, vola…

3 cose belle (cit.)

qualche giorno fa girovagando per il web mi sono imbattuta in questo sito e l’ho trovata un’idea carina. oggi pensavo a 3 cose belle che mi sono successe in questi giorni e mi è tornato in mente. dato che da sempre ho una categoria nel blog che si chiama proprio “cose belle”, magari potrei sfruttarla anche per questo tipo di semplici felicità quotidiane. così, quando mi va… non è un’idea originale per niente, anzi nei blog che seguo ci sono spesso rubriche simili: mi viene in mente per esempio Stefania e il suo takarabako. ma dato che mi mettono sempre di buonumore, credo che un po’ di felicità spicciola in più non guasti mai 😉
ecco le mie 3 cose belle di oggi:

  • essere contattata su linkedin da una compagna di università che non sentivo da… l’ultimo anno di università! cioé 9 anni! scoprire che si è trasferita all’estero e ha fatto del suo hobby (fotografia) un lavoro ed essere felice per lei
  • la mia “allieva di pasticcioneria” che mi chiede se le presto la sac à poche perché vuole cimentarsi con le meringhette 🙂
  • un weekend impegnativo davanti, ma che si prospetta anche ricco di incontri con persone a cui tengo. e le dita incrociate perché il tempo sia clemente con la gara di MTB organizzata da mio marito

posso dirlo? odio il mio lavoro (post sfogo di una giornata pesante)

odio  le fiere!
odio parteciparvi, odio organizzarle, odio le tempistiche che non sono mai rispettate (ma perché ci riduciamo sempre all’ultimo a decidere le cose, anche quando partiamo per tempo?), odio ogni volta sentirmi dire “ma perché non facciamo questa cosa fichissima?”, sbattermi per ottenerla, e alla fine sentirmi dire “non era così che la volevo / costa troppo / non mi piace / …” (ma quando te l’ho detto io che non era fattibile così come la volevi… a cosa pensavi? e quando ti ho detto che i costi erano alti, moooolto alti… chi stavi ascoltando?)

ma purtroppo mi rendo anche conto che il problema non è limitato alle fiere.
il problema è questo modo di lavorare del cavolo (per essere fini) in cui i lavori si trascinano per mesi (ho dei progetti aperti da 2 anni!!!), in cui ogni giorno mezza giornata si rimettono in discussione le decisioni del giorno dell’ora precedente. e ancora, e ancora…
è un modo di lavorare snervante che non ti dà nemmeno la soddisfazione di dire “va bè, ‘sta settimana almeno ho fatto questo”…  perché i lavori non si chiudono mai e una volta a casa mi sembra di avere -ancora e ancora- soltanto trascinato avanti l’ennesimo lavoro che doveva essere chiuso mesi fa.
e così passa la voglia di lavorare. passa l’entusiasmo, l’amore delle cose fatte bene. perché tanto, se fra qualche ora quel che faccio verrà messo in discussione (ancora), chi me lo fa fare di impegnarmi, di perdere delle ore per un lavoro che tra poco verrà stravolto?

ecco perché odio il mio lavoro. perché comunque tra qualche mese, giorno, o anche poche ore, non resterà niente dell’impegno, la cura, l’attenzione messi nel alvoro. saranno semplicemente spazzati via dalla “luna storta” di qualcuno.
odio il mio lavoro perché la direzione presa oggi, domani sarà già la direzione sbagliata.
onestamente: non credo che resisterò ancora per molto. non credo di essere fatta per questo impiego, per questa azienda.
voglio un lavoro (non un impiego) che non mi prosciughi tutte le energie snervandomi ora per ora. un lavoro che mi permetta di mettere a frutto le MIE capacità, non che sprema tutto ciò che ho da dare per attività inutili. voglio un lavoro di cui andare fiera. che mi faccia sentire utile non solo per tirare avanti il baraccone, ma perché vedo un obiettivo che non sia il semplice soddisfacimento delle vellità temporanee di qualcuno. un lavoro che mi somigli, almeno un po’.
poi mi dico che di questi tempi… avercelo un lavoro…!

sì ma è vita questa?

10 cose da non fare a pochi giorni dalla partenza (soprattutto se è in programma un lungo viaggio in camper)

  1. alzarsi tardi la mattina
  2. il dado vegetale
  3. le melanzane sott’olio
  4. un semifreddo alle more*
  5. il sun tea
  6. passare il pomeriggio a fare shopping
  7. bloggare (!)
  8. dedicare solo 45 minuti di orologio a stirare un paio di decine di magliette (con 35°C all’ombra e l’umidità sopra l’80% – ma tanto la nostra sarà una vacanza alternativa, e chi farà caso alle magliette mezze stropicciate?)
  9. attardarsi a guardare le finali alle olimpiadi. ma anche le semifinali, le qualificazioni, eccetera
  10. continuare a inserire punti nella lista delle cose da fare prima di partire (illudendosi di essere wonder woman)

*Serena, non ce l’ho fatta a fare il tuo gelato alle more: avrebbe richiesto troppa… uhm… dedizione!