non si direbbe, ma… ci sono ancora!

non sono scomparsa, sono solo molto poco presente 😛 – con la testa tra le nuvole – ma anche indaffarata.
ho sempre pensato che il blog non dovesse arrivare a essere l’ennesimo impegno da mantenere, ma piuttosto un posticino dove poter fissare le esperienze, le emozioni, le cose che mi accadono. in questo periodo ho voluto vivere senza troppo pensare a “fissare”. forse anche per un senso di riservatezza, non so…
ad ogni modo: ci sono! in buona salute, di buonumore e positiva!
conto di aggiornare un po’ più spesso il blog tra qualche tempo, anche se non faccio promesse in questo senso…

e per festeggiare, quest’oggi posto una fotina di un dolcetto sfizioso.
quasi un anno fa ormai mi hanno regalato il libro Golosi di salute di Montersino. l’ho sfogliato parecchio, ripetendomi ogni volta che prima o poi avrei trovato il tempo la voglia di provare qualche ricetta. perché -diciamocelo- alcune ti scoraggiano solo a leggerne la lista di ingredienti introvabili! poi lo sforzo viene ripagato, mica no, ma intanto… comunque, ieri evidentemente le congiunzioni astrali erano quelle giuste, così oggi ci siamo gustati questa superbontà

biscotti saraceni con cremino di montersino

SLURP!

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la colazione dei giorni di vacanza

svegliarsi con la pioggia che batte e impigrirsi sotto il caldo tepore del piumone, alzarsi lentamente e prendersi il tempo di preparare colazione con calma, attardarsi ancora un po’ in pigiama in giro per casa, Ludovico Einaudi a far da sottofondo, niente di urgente da fare… mi sembra di essere in vacanza!
e così stamattina spremuta di arance (arrivate 2 giorni fa con il GAS), una bella tazza di caffelatte, due fette di pane, burro e miele… mmm che bontà! ultimamente sempre più spesso nel fine settimana cerchiamo di vivere lentamente, forse per riprenderci dal ritmo frenetico del resto della settimana. e mi sembra di gustare di più i piccoli piaceri quotidiani… almeno per un paio di giorni.

pane

il nostro primo pane con pasta madre

qualche giorno prima di Natale (il 23, per la precisione), nella frenesia dei preparativi, un’amica mi ha affidato un pezzetto di pasta madre, con la raccomandazione di rinfrescarla subito… seeee! povera PM: ha dovuto aspettare qualche giorno, che le acque si calmassero… poi l’abbiamo resuscitata rinfrescata, abbiamo fatto qualche prova poco convinta con grissini e pizza… e con nostro stupore è venuto tutto buono! migliorabile con la pratica, certo, ma buono! e quindi quasi quasi il nostro tamagotchi ce lo teniamo, anche se mi sa che a volte lo trascureremo un po’: che non è facile incastrare i tempi nostri con quelli più dilatati, ma forse più “umani”, della PM.
in questo fine settimana lento quindi abbiamo provato per la prima volta a fare il pane. la ricetta è questa qui. abbiamo diminuito un po’ le dosi e usato il miele al posto dello zucchero. inoltre non avevo la farina di manitoba, così ho usato un mix di farine bio (tipo 0 + farina di cereali misti), ma mi sembra che la pasta sia lievitata bene comunque….
e che soddisfazione stamattina mangiarselo a colazione!

pane_fetta

niente foto con burro e miele…
ehi! non vi ho detto che oggi me la prendo con calma? 🙂

panpepato work in progress

domenica è stata una giornata no. avete presente quelle giornate in cui succede qualcosa -spesso una stupidaggine- che vi fa innervosire, qualcosa comincia ad andare storto e poi piano piano tutto diventa complicato, il nervoso rimane (e se possibile aumenta) e sembra che qualsiasi cosa si faccia riesca male? ecco. un giorno di quelli.
e domenica era il giorno che volevo dedicare alla realizzazione (squillino le trombe!) delle casette di panpepato!

panpepato
ora: questo è un progetto che ho in testa da tempo, per cui mica potevo lasciarmi fermare da qualche leggero nervosismo…! in fin dei conti una cosa del genere richiede solo una minima dose di calma e pazienza…
seeee! come no?
ad ogni modo, imperterrita ci ho provato lo stesso, e adesso mi ritrovo con 2 casette in attesa di decorazione (spero di riuscirci stasera), che alla fin fine sono venute anche abbastanza bene (questo prima di decorarle, certo… lì verrà il bello!)panpepato
mancano 19 giorni a Natale e sono a due casette al grezzo, diciamo così… secondo voi ce la faccio a costruire le 6 che avevo in programma?!?!? abitabilità compresa, obviously

panpepato

martedì gnocchi!

sì, lo so che il detto è “giovedì gnocchi”… il fatto è che ieri avevo un po’ di tempo -grazie all’uscita anticipata dal lavoro- e quindi ho preparato gnocchi per cena. che poi non è che ci voglia ‘sto gran che, ma non sempre c’è il tempo di pelare le patate, metterle a cucinare, schiacciarle, aspettare che si raffreddino un po’, impastare, fare i rotolini, tagliare gli gnocchi, ricamarli con la forchetta… insomma, è un piatto semplice, ma ci si mette un po’.
mentre li preparavo ieri, in totale relax, pensavo che fino a qualche anno fa non mi piaceva molto fare da mangiare. soprattutto se si trattava del cibo di tutti i giorni… è che detesto dover pensare ogni giorno e oggi cosa preparo? anche adesso questa domanda mi assilla, ma sto cercando di prevenire il problema preparando una sorta di menù settimanale (che prima di sposarmi aborrivo il solo pensiero, ma ora che il tempo scarseggia alquanto… beata programmazione!)
ma sto divagando. fatto sta che non mi piaceva far da mangiare e nemmeno sapevo cucinare, al di là dei solit 2-3 piatti standard per ogni occasione.
poi ho cominciato a raccogliere qualche ricetta dei posti che visitavo (principalmente dolci, devo confessarlo) e da lì ho iniziato a tenere una vecchia agenda con le ricette “alla mia portata”. piano piano l’agenda è cresciuta, e un po’ anche il piacere di preparare da mangiare (soprattutto dolci, ça va sans dire).
ieri sera per preparare gli gnocchi ho tirato fuori proprio quell’agenda -che uso abitualmente del resto. è tra le prime ricette che ho inserito. è buffo perché all’epoca ricordo di aver chiesto a mia mamma le dosi e lei candidamente mi ha risposto bé, con gli gnocchi bisogna andare un po’ a occhio! e a me, tutta precisina, quell’approssimazione proprio non andava giù. ma come a occhio?!?!? continuavo a chiedermi. non tenevo conto che le patate possono essere più o meno farinose, le uova più o meno grandi, la farina che “asciuga” tanto o poco…
e così ieri sera ho fatto un po’ a occhio. le patate (quelle della campagna!) erano di una consistenza perfetta: si impastavano che era una meraviglia!
lo so che è una ricetta banale, ma vi metto qui la mia ricetta degli gnocchi “a occhio”

gnocchi di patate

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la stagione delle torte

dopo la lunga pausa estiva in cui l’idea di accendere il forno non mi sfiorava neppure, finalmente è arrivato un clima più consono… o forse è soltanto che mi è ritornata la voglia di pasticciare in cucina. sì perché quando sono richieste a gran voce (le torte, ma anche il resto), le cose ti viene più voglia di farle. e poi è una gran soddisfazione, diciamolo 😉
è successo che parlando con una persona conosciuta di recente è venuta fuori la mia passione per le torte. e della sua per la Sacher. un parola tira l’altra e lei mi fa bene, allora tu porti la Sacher alla cena del 20. solo che la cena era la cena del nostro GAS nuovo di zecca. cena in cui ognuno porta qualcosa. magari le cose che gli riescono meglio. ecco. solo che io la Sacher mica l’ho mai fatta. chissà perché, poi. comunque non lo so come mi viene, e sicuramente non ho il tempo per “fare le prove”… ok, tu porti la Sacher, è deciso.
ah, beh allora… se è deciso: che Sacher sia! per inaugurare degnamente la stagione delle torte…

Sacher

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