timeout, please!

…spesso mi chiedo se sono io che ho un qualche tipo di calamita che attrae le “rogne”, o se invece dovrei semplicemente imparare a dire qualche no (e sì che mi pare di avere fatto notevoli progressi in questo senso!)
mi spiego. ho sempre fatto parte di gruppi e associazioni di vario tipo, mi è sempre piaciuto impegnarmi per qualcosa a cui tengo, e credo fermamente che valga la pena impegnarsi in prima persona per quello che ci sta a cuore (indipendentemente dal fatto che si tratti di impegno sociale, sportivo, religioso o altro…)
solo che… io ho bisogno di un timeout!!! sento di avere davvero bisogno di tempo per me, per mio marito, per prendermi cura di questo pezzo di vita non molto facile che sto attraversando.
da una parte non riesco a fare a meno di partecipare in prima persona a tante iniziative, dall’altra invece, per quanto cerchi di rifuggirle… sono loro che continuano a venire a cercarmi!!!
questa sera mi ha contattato un capo scout per chiedermi di fare un’attività sui GAS in un incontro per i ragazzi della zona. la richiesta mi mette un po’ in discussione, perché non si tratta semplicemente di parlare degli aspetti organizzativi (su quelli ormai sono abbastanza ferrata, e non sarebbe la prima volta che ne parlo), ma di fare un discorso più approfondito sul valore di acquistare tramite un GAS, sul perché della scelta GAS… inoltre avrò davanti un gruppo (spero non troppo numeroso) di adolescenti, età che mette in discussione a prescindere. insomma, non potrò di certo improvvisare. dovrò prepararmi non solo su cosa dire, ma anche su come dirlo. dovrò mettermi in gioco. mi spaventa un po’, ecco. anche se so che probabilmente poi ne uscirò arricchita.
poi però vorrei davvero rallentare un po’. partecipare alle varie iniziative come spettatrice, almeno per un po’. ne ho bisogno…

mi rendo conto che è un post un po’ sconclusionato… forse avevo solo bisogno di scrivere. di mettere sulla carta (virtuale) questo bisogno di rallentare, di mettere me, o meglio noi (mio marito e io) al primo posto, per fare chiarezza sulla nostra vita, su alcune questioni che dovremo affrontare, sulle decisioni che dovremo prendere…

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5 Pensieri su &Idquo;timeout, please!

  1. Eccome se ti capisco, per anni dopo che ho terminato il mio servizio come capo scout gli impegni hanno continuato a inseguirmi e più scappavo più questi correvano per accalappiarmi. Una tregua dall’impegno sociale è importante per rimettere ordine ai tempi della propria vita e poi ripartire, nel mio caso con maggiore consapevolezza dei limiti aldilà dei quali il mio “donarmi” diventa insostenibile per me! Ti invio un enorme sorriso virtuale 🙂

  2. e allora prenditelo il tempo. perchè poi non torna. e tu non torni indietro. il tuo post non è sconclusionato affatto, oppure sono sconclusionata pure io e quindi trovo che abbia una senso.. eheh.. capita anche a me di sentirmi come dici tu. mi sta capitando anche adesso, in un periodo in cui non faccio altro che buttare via cose che ho nell’ armadio, nei cassetti, in casa in generale, come se non volessi più zavorre superflue come se capissi che poi posso fare a meno di tante cose, vivere dell’ essenziale, di quello che è realmente importante ed eliminare tutto ciò che mi fa perdere “tempo” perchè l’ unico tempo che voglio è quello per godermi la vita, che passa, in un baleno, poi guardo il mio fidanzato, e las era che è l’ unico momento in cui possiamo stare insieme, in santa pace, lui si addormenta sul divano, io non faccio altro che caricare lavatrici, mandare mail, occuparmi di cose di cui non ho voglia di occuparmi anche se mi piacciono tanto, perchè poi mi innervosisco e le faccio male, che è peggio. vabbè, ora sono io che ho scritto una cosa sconclusionata, ma spero che qualcosa ti sia arrivato.
    ti abbraccio fortissimo

    • hai ragione! anch’io sento il bisogno di “buttare” le cose (anche immateriali) che mi appesantiscono per dedicarmi a quello che mi piace, a quello che vale la pena di essere vissuto. credo che il mio disagio di questo periodo derivi in parte anche da alcune attività che per forza di cose non posso eliminare, ma che io non vedo altro che come attività che rubano (tanto) tempo alla “vita vera”, piena. non a caso sento una sorta di scollegamento tra ciò che sono (“costretta” ad essere) per gran parte della giornata (al lavoro), e quello che sono realmente nella “vita privata”… è un discorso complesso, ma spero prima o poi di venirne a capo…
      in realtà le attività di cui scrivevo qui sopra fanno parte di me. ne riconosco il valore (per me e per gli altri), solo che purtroppo, quando il resto mi schiaccia, diventano un peso in più e allora non riesco più a sostenerle…

  3. Pingback: Croeso i Gymru!* | unsorsoallavolta

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