qualche giorno fa ho letto non-so-più-dove questo breve testo e me lo sono scritto su un foglietto:

Think thoughts that make you happy.
Do things that make you feel good.
Be with people who make you feel good.
Eat things that make your body feel good.
Go at a pace that makes you feel good.
(Louise Hay – You can heal your life)

mi colpiscono in particolar modo la prima e l’ultima frase:
pensa pensieri che ti rendono felice.
vai al ritmo che ti fa sentire bene.

la prima perché spesso rimugino su pensieri negativi, che non fanno altro che farmi sentire peggio di quanto magari già sto. su questo aspetto posso intervenire perché dipende dalla mia volontà. e allora lavoriamoci!
l’ultima invece mi colpisce perché sempre più spesso mi sembra che quello che seguo non sia il mio ritmo. se lo fosse forse starei bene (o almeno meglio). ho pensato che non sempre si può scegliere a che ritmo andare. ma è davvero così? o basta avere il coraggio di fare alcune scelte?

(edit: l’ho letto qui, ieri)

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2 Pensieri su &Idquo;

  1. Mi piacerebbe credere che si possa scegliere dove andare e con che ritmo muoversi, ma razionalmente penso che non sempre dipende solo da noi, non esistono formule magiche per essere trasferiti con un tocco nella dimensione a noi più congeniale, ma esiste sempre la possibilità di lavorarci su, di costruirla pian piano questa dimensione! Le frasi che ci hai regalato oggi mi fanno pensare allo stile di vita yogi…per niente banali da infondere alla vita di tutti i giorni, ma potenzialmente rivoluzionarie!

    • forse non dovrebbe essere così, ma volenti o no, siamo dentro a una realtà che in qualche modo decide anche per noi. però voglio credere che sia possibile, con un lavoro su se’ stessi, trovare la dimensione e il ritmo “nostro”. credo che sia un percorso che richiede tempo e dedizione, ma penso che con la giusta dose di coraggio e determinazione sia possibile vivere serenamente secondo il proprio essere più profondo.
      probabilmente quello che mi fa stare maggiormente male in questo periodo è non saper vedere (spero momentaneamente), qual è la _mia_ strada da percorrere; vedermi incasellata in un qualcosa che non mi appartiene e non vedere (ancora) la via d’uscita. ho bisogno di continuare a ripetermi che da me dipende tanto (se non tutto). che devo essere io artefice del mio presente e del mio futuro felice. perché spesso me lo dimentico e mi lascio vivere.

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